Fabio Turone among the Fellows of the Knight Science Journalism Program @ MIT

Fabio Turone was selected among the ten Research Fellows of the Knight Science Journalism Program at the Massachusetts Institute of Technology in Cambridge/Boston, where he will spend the 2016-2017 academic year auditing classes at the MIT and the University of Harvard.

The 2016-2017 Fellows of the Knight Science Journalism Program @ the Massachusetts Institute of Technology posing in front of the main building in Cambridge.

Fabio Turone è stato selezionato tra i 10 research fellows (sei americani e quattro provenienti dal resto del mondo: quest’anno Francia, Messico e Kenya) del prestigioso Knight Science Journalism Program al Massachusetts Institute of Technology di Cambridge/Boston, dove trascorrerà l’anno accademico 2016-2017 avendo l’opportunità di seguire corsi presso il Massachusetts Institute of Technology, l’Università di Harvard o una delle altre numerose istituzioni accademiche della Greater Boston area.

Un incontro all’OMS per prepararsi al ritorno di Ebola

Un interessante meeting organizzato a Ginevra dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ha provato a immaginare nuovi modi e nuovi strumenti per arrivare preparati alla prossima epidemia, di Ebola o di altre malattie infettive emergenti o riemergenti paragonabili.

I partecipanti alla «Informal consultation “Anticipating emerging infectious disease epidemics”» organizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra, l’1 e 2 dicembre del 2015.

Io ho partecipato in rappresentanza della Federazione Mondiale dei Giornalisti Scientifici, che tra le sue molte attività ha in corso proprio con l’OMS alcuni interessanti progetti di formazione dei giornalisti scientifici africani (l’ultimo woskshop si è svolto dopo l’incontro ginevrino a Nairobi, in Kenya).

Complessivamente eravamo circa 130 professionisti (perlopiù medici ed epidemiologi esperti di malattie infettive; a rappresentare i media eravamo solo in due), e il dibattito è stato molto interessante. anche se in molti casi mi è sembrato che prevalesse un atteggiamento ingenuamente positivista, di chi è convinto che la medicina sia fatta da persone per bene, oneste e altruiste, e che quindi basti far arrivare ai cittadini alcune informazioni per convincerli a fare tutti, spontaneamente, la cosa giusta.

Fabio Turone WHO - Ebola meeting 2015

Fabio Turone durante uno dei suoi interventi nel corso del dibattito .

Io sono intervenuto un paio di volte, in particolare in tema di vaccini, per provare a spiegare che con quell’atteggiamento non si va lontano, e che al contrario occorre sottolineare sempre l’importanza di valutare caso per caso, soppesando rischi, benefici e costi, anche alla luce degli oramai innumerevoli – e sempre più spesso ingestibili – conflitti di interesse.

Ho anche citato la vicenda che ha portato alla sospensione del Presidente dell’Agenzia del Farmaco, Sergio Pecorelli, pochi giorni dopo l’accesa polemica scoppiata tra esperti di sanità pubblica – con accuse di scarsa indipendenza cui si è risposto a mezzo stampa con minacce di querele – proprio in tema di vaccini e piano vaccinale.

 

Giornalismo scientifico in cerca di etica

“Giornalismo scientifico in cerca di etica”: su questo argomento un dossier pubblicato sulla rivista “Desk”, dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), e un corso di aggiornamento dell’Ordine dei Giornalisti del Molise (ospitato all’IRCSS Neuromed di Pozzilli) sono tra le prime attività pubbliche del Centro per il giornalismo scientifico etico promosso da Zoe.

Copertina-Desk-Informazione-scientifica-2015

La copertina del numero della rivista DESK dedicata all’informazione scientifica, aperto dal contributo di Fabio Turone sul “Giornalismo scientifico in cerca di etica”

È un rapporto complesso e ricco di sfaccettature, quello tra scienza e giornalismo, e in continua evoluzione. Se da un lato l’impoverimento progressivo e la precarizzazione del giornalismo fanno sì che una fetta sempre più importante di notizie di scienza sia affidata schizofrenicamente, senza continuità né visione, a freelance pagati poco (e per niente incentivati a crescere professionalmente), dall’altro sta emergendo con sempre maggiore chiarezza l’esigenza che anche quando si occupa di scienza, ambiente, medicina e innovazione, il giornalismo riesca ad andare al di là del semplice resoconto degli eventi del giorno.

Oggi viene dai giornalisti scientifici – e dalle loro asssociazioni che sempre più lavorano in network internazionali – la spinta ad affrancarsi dal ruolo di “figli di un dio minore”, guardati con scarso interesse dai colleghi nelle redazioni dei media generalisti, e con sospetto dalla comunità scientifica, che spesso vorrebbe trovare in loro solo un accondiscendente megafono.  Ma in un periodo storico in cui è gravemente incrinata l’immagine idilliaca della scienza come attività puramente disinteressata, cresce in entrambi i mondi il numero di quelli che lavorano perché il giornalismo scientifico assolva sempre meglio anche alla funzione sociale di watchdog, capace di scavare a fondo nelle molte aree grigie per portare alla luce quel che non va come dovrebbe, così da lavare in profondità i panni sporchi senza mettere a repentaglio il «bambino» da cui dipende in gran parte il futuro della società.

Torri d’avorio affittansi

Mentre c’è una parte del mondo della scienza che ancora si interroga, e discute, sulla necessità di uscire dalla simbolica Torre d’avorio, ce n’è un’altra – assai più smaliziata – che da molti anni ha steso uno sberluccicante tappeto rosso davanti alla porta: invita a gran voce a entrare, spalancare la bocca per la meraviglia, e lasciare un contributo (pubblico o privato, fa poca differenza) per finanziare le magnifiche sorti e progressive delle proprie ineguagliabili ricerche, o per acquistare (con soldi pubblici o privati) qualcuno dei prodotti…

(segue sul sito del Centro
per il giornalismo scientifico etico)

Etica e giornalismo al corso dell’Ordine dei Giornalisti
tenuto al Neuromed di Pozzilli

Il servizio del TG3 con breve intervista a Fabio Turone sul corso tenuto al Neuromed di Pozzilli, il 25 settembre 2015, sull’etica nel giornalismo scientifico.

L’inchiesta sul giornalismo scientifico

schermata-2011-05-04-a-15-26-50L’Ordine dei Giornalisti della Lombardia mi ha chiesto all’inizio del 2011 di scrivere la cover story della rivista Tabloid sul giornalismo scientifico, che è uscita nel numero di marzo-aprile, alla vigilia del 7° congresso mondiale dei giornalisti scientifici, in cui Daniela Ovadia ed io abbiamo prodotto due sessioni sulla biooetica e sulla comunicazione del rischio. A quel congresso parteciparono anche cinque colleghi lombardi, grazie alle borse di studio messe a disposizione proprio dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia su proposta della nostra associazione professionale Science Writers in Italy.
(L’articolo è disponibile online nel sito di Science Writers in Italy ed è scaricabile in PDF nell’impaginazione originale)

WCSJ Doha 2011

Al 7° Congresso mondiale dei giornalisti scientifici di Doha (Qatar), Daniela Ovadia e Fabio Turone hanno prodotto due sessioni sulla bioetica e sulla comunicazione del rischio. A quel congresso parteciparono anche cinque colleghi lombardi, grazie alle borse di studio messe a disposizione proprio dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia su proposta della nostra associazione professionale Science Writers in Italy.

With some of the Italian colleagues in Doha. Con alcuni dei colleghi italiani presenti a Doha. From left/ Da sinistra: Chiara Albicocco, Nicla Panciera, Valentina Murelli, Amelia Beltramini, Daniela Ovadia, Fabio Turone, Giovanni Spataro e Chiara Palmerini.

Daniela Ovadia and Fabio Turone participated in the 7th World Conference of Science Journalists that took place in Doha (Qatar), both producing a panel in which they were  also speakers: Daniela spoke about bioethics, while Fabio spoke about risk.

 

The Biolunch, at ESOF Torino 2010

The first edition of Biolunch, an event designed to favor communication between scientists and journalists, took place at ESOF 2010, in Turin. The event, which was part of the scientific programme, was created by Jacopo Pasotti and realized with the help of  Fabio Turone (both members of SWIM-SWITY), and was very appreciated by attending scientists and journalists, including Science’s correspondent Martin Enserink, who wrote about it (By the way, <a href="http://news.sciencemag.org/2010/07/italian-scientists-provide-food-thought" onclick="_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http://news.sciencemag online task management.org/2010/07/italian-scientists-provide-food-thought’, ‘Martin’s article, available online’]);” target=”_blank”>Martin’s article, available online was awarded the prize for best article on the whole ESOF event).

(click on the image to read the article on Science magazine’s website)

Here are some comments from scientists and science journalists attending the event.

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